L’aneddoto: accendino contro fuoco primitivo

Voglio raccontarti questo aneddoto sul fuoco primitivo. Infatti, accendere un fuoco al momento del bisogno è un’abilità che non si impara in un istante, ma con il giusto allenamento potrai acquisire anche tu una tecnica davvero sorprendente. Anni fa convinsi un mio caro amico, particolarmente “comodone”, a fare una bella escursione nei boschi. Dopo pranzo azzardai a scommettere che avrei fatto prima io ad accendere un fuoco primitivo con l’archetto che lui con l’accendino. Eravamo nel bel mezzo di un trekking e la scommessa prevedeva che chi avesse perso, avrebbe dovuto portare entrambi gli zaini per il resto del cammino. Obbiettivo: accendere il fuoco e fare del fumo come se avessimo dovuto fare un segnale di emergenza.Accendino e archetto

Pronti: via! La prima cosa che lui fece, fu di tirare fuori l’accendino e di provarlo. Era stato colto dal dubbio che non funzionasse! Si accese al primo colpo. Lo rimise in tasca e iniziò a raccogliere della paglia strappando le graminacee che oscillavano dorate al sole di fine estate. Poi pensando di aver bisogno di legnetti ne raccolse alcuni lungo il sentiero. Io nel frattempo raccoglievo fili d’erba secchi lungo la piccola scarpata. Se guardi bene, sotto ai fili d’erba verdi ce ne sono sempre di secchi. Quelli sono ottimi per l’esca ed il fuoco. Foglie secche triturate completarono quello di cui avevo bisogno. Presi anche un po’ di erba verde da sotto un cespuglio. Non ne volevo troppa. Giusto un po’ per fare del fumo una volta partita la fiamma.

Ci guardammo. La posta in gioco era alta e presto, la troppa sicurezza, avrebbe giocato al mio amico un brutto scherzo. Si mise lungo il sentiero, accovacciato, con lo sguardo di chi ha già vinto. Con calma io scelsi un sasso piatto e lo misi verticale in modo da parare il vento. Tirai fuori i miei strumenti per l’accensione del fuoco primitivo: archetto, manico, piolo e base. Li disposi di fronte a me. La “lepre”, il mio amico, si fermò schernendomi: “sbrigati che devi caricarti gli zaini!”. Attese che mi mettessi in posizione predisponendo l’archetto e tutto il resto. Gli sorrisi: “attento, Lepre, te la ricordi la Tartaruga?”. Via! L’archetto andava avanti e indietro mentre lui accendeva l’accendino avvicinandolo al suo mucchietto di paglia. Lo guardavo con la coda dell’occhio. Un filo di paglia si bruciò, poi due, poi tre, ma facevano una piccola fiamma qualche istante e poi si spegnevano.Accensione dell'esco con l'archetto di Marco Priori

Invece, mentre muovevo l’archetto, dal piolo il fumo aumentò ed in pochi secondi ecco la mia brace fumante. Posai delicatamente l’archetto e chiusi gli occhi un istante. Intanto, il mio amico proseguiva nel suo tentativo di avvicinare la fiamma alla sua “esca”, invano. Il metallo del suo accendino diventava sempre più incandescente.

Trasferii la mia brace nell’esca accuratamente raccolta e disposta a formare un nido. Quattro soffi e la fiamma fu tra le mie mani. La riposi a terra vicino al sasso per proteggerla dal vento. Ci misi sopra con delicatezza un bel po’ di foglie secche miste all’erba verde ed ecco che un bel fumo bianco salì trascinato dal vento. “Habemus Papam!”, dissi ridendo.

Il mio amico aveva mezza esca di paglia bruciacchiata e parte dell’accendino fuso ma niente fiamma. Perché? Lezione numero uno: l’esca va raccolta con cura. Le erbe che oscillano al sole potrebbero non essere così secche anche se sono già ingiallite. Lezione numero due: la fiamma dell’accendino va messa sotto l’esca e non di lato. Se non la metti sotto il calore non si concentra e non riuscirai a bruciare gran che. Lezione numero tre: se c’è vento devi evitare che soffi troppo forte sulla tua esca quando si accende, altrimenti perderà subito calore e si spegnerà.

Ricorda: quando affronti qualcosa in Natura devi seguire le regole della Natura. La Società moderna ci fa credere che siamo in grado di fare tutto, magari anche con un pizzico di arroganza. Il suo piccolo fallimento ha aumentato la mia fiducia nella Natura ed in tutto ciò che lei ci offre. Il mio amico, invece, vacillando sotto il pesante carico di entrambi gli zaini da riportare a casa, non sembrava più così ciecamente sicuro della tecnologia moderna. 

Cammina nel silenzio,

Marco Priori

Foto articoli Ecosport Marco Priori

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Questo mio articolo è uscito anche sul sito ecosport.it