La filosofia di vivere e sopravvivere nella Natura (seconda parte)

…torniamo a parlare di come vivere nella Natura

Marco Priori e la sopravvivenza nella Natura

Nota del 2017: “Mentre scrivevo questo articolo avevo ben chiaro in mente che il Natural Survival non poteva essere la stessa cosa della “sopravvivenza”. Per questo ho sviluppato questa nuova disciplina”

Ricorda: ogni volta che sentirai parlare di fatica e sofferenza, di “dura lotta per la sopravvivenza”, significa solo che le abilità e le tecniche di chi ti sta parlando sono decisamente scarse! Vivere nella Natura è qualcosa di spontaneo che fa parte di noi.

Ho due amici che una volta, alla loro prima esperienza di outdoor e “survival”, gli è stato chiesto di svuotare gli zaini senza altre spiegazioni. Hanno potuto tenere poco più di una coperta, un coltello, una cipolla e un sacchetto di farina. Camminarono due giorni, per ore ed ore e la pioggia battente li accompagnò tutta la notte mentre cercavano di dormire. Furono spinti oltre le loro capacità di sopportazione. Tornarono a casa pieni di vesciche e lividi ma non impararono nulla di ciò che significa vivere o sopravvivere nei boschi. Per molti anni non vollero più saperne di fare escursioni, figuriamoci di sopravvivenza nella Natura.

Ma già dopo il primo fine settimana alla mia scuola gli stessi ragazzi capirono che sopravvivere nel bosco è tutt’altra cosa! Le tue attività devono essere in armonia con la Natura. C’è un legame spirituale e profondo che emerge quando sei a stretto contatto con la terra. Una volta apprese nel modo corretto le tecniche di sopravvivenza questi ragazzi si sono resi finalmente conto che è totalmente possibile vivere immersi nei boschi persino senza lo strumento ritenuto il più importante nel survival: il coltello.

Dovrai essere consapevole che una volta che si comprendono i legami tra noi e la Natura ed una volta acquisite nel modo opportuno le antiche tecniche sarà Madre Natura ad indicarti e fornirti tutto ciò di cui hai bisogno per vivere le tue emozionanti esperienze nei boschi.

Quando avviene un evento traumatico come una catastrofe o nel momento in cui realizzi che ti sei perso subentra il panico. Questo comporta una serie di reazioni fuori controllo e ben oltre le capacità razionali di una persona che purtroppo portano spesso ad esiti fatali. Statisticamente una persona che perde l’orientamento e va nel panico non resiste per più di tre giorni. Avere la consapevolezza di sapere come comportarsi, fiducioso delle tue capacità ed abilità può salvarti la vita, indipendentemente dall’equipaggiamento che hai a disposizione.

Succede di leggere sui giornali di adulti che si perdono nei boschi o in montagna e che, nonostante le attrezzature che hanno a disposizione non riescono a sopravvivere. Altre volte, invece, bambini ugualmente sperduti sono ritrovati vivi poiché con il loro istinto e con lo spirito giocoso con cui affrontano le situazioni trovano soluzioni efficaci per salvarsi.

La prima regola quando un evento improvviso ti colpisce è cercare di restare calmo. Siediti e respira profondamente. Sei ancora vivo. Inizia a riflettere, a guardarti intorno ed a capire che tutto quello di cui hai bisogno è intorno a te, nella Natura. Cerca di vivere il momento come farebbe un bambino: pensa che sarà una imprevista ma affascinante avventura! La tua attitudine mentale ti eviterà di cadere nella trappola chiamata “panico”. Ricorda: in Natura non devi cercare ciò che ti piacerebbe avere ma ciò che ti serve.

Molto spesso sento chiedermi “Marco, ma se ti perdi e devi sopravvivere, che cosa ti mangi?” Ovviamente ci sono moltissimi cibi in Natura, vegetali ed animali. Ma il punto non è questo! Il cibo, all’inizio, è un falso problema. Molti di noi possono resistere per quasi un mese senza mangiare. Quindi per qualche giorno, in caso di necessità, potrai farne facilmente a meno. In situazioni di sopravvivenza nella lista delle priorità il cibo viene per ultimo. L’ordine prevede prima il procurarti un riparo e conservare l’energia, poi trovare l’acqua, accendere il fuoco ed infine trovare cibo.

Ognuno di questi argomenti, a cui dedicherò molte righe nei prossimi articoli, ha la su importanza ma dovrai affrontarli tutti allo stesso modo: essere cosciente che una volta in equilibrio con la Natura saprai trovare con facilità i doni che essa ti offre.

Voglio darti un consiglio: non vivere la tua esperienza nella Natura nella preoccupazione che un evento inaspettato potrebbe coglierti. Quando sei nel bosco non pensare a come potresti sfuggirgli. Immagina piuttosto di vivere quel momento come se dovessi rimanere lì per sempre. Ai tuoi occhi si aprirà un mondo di opportunità e finalmente non ti sentirai più un alieno ma un protagonista in un mondo bellissimo.

Buona Avventura!

Marco Priori