Memorie dal Bioparco di Roma

Marco Priori presenta Bioparco Avventura al Bioparco di Roma

Attività Bioparco Avventura di Marco Priori

Mi trovavo al Bioparco di Roma. Ho avuto modo di collaborare con la Fondazione per diverso tempo grazie a un progetto che avevo sviluppato per la sensibilizzazione dei ragazzi nei confronti degli animali.

Quel giorno passeggiavo tra i viali dopo l’inaugurazione della nuova e ben più ampia area della Tigre di Sumatra, quando incontro il Prof. Luigi Boitani, uno degli esperti di riferimento in Europa in materia di fauna selvatica. Parlando, convenivamo che l’impegno profuso nelle reciproche attività in cui siamo coinvolti abbia avuto una potente fonte di ispirazione comune. Infatti, nonostante la differenza generazionale, eravamo d’accordo sul poterci in qualche modo definire “figli dello zoo di Roma“.

Mi ricordo, infatti, che all’età di sette otto anni mio nonno, espertissimo della storia di Roma, mi chiedeva ogni fine settimana cosa volessi visitare della grande città. La mia risposta era praticamente sempre la stessa: “lo zoo“. E lì passavo ore ad osservare i diversi animali, a quel tempo imprigionati nelle gabbie. Essere lì mi scatenava sensazioni contrastanti: da una parte ero preso dalla tristezza e dalla malinconia di vedere quei bellissimi animali vincolati in piccoli recinti, dall’altra sognavo le grandi distese d’Africa e del Nord America dove immaginavo di osservare la fauna muoversi libera in meravigliosi paradisi terrestri. E proprio questa contrasto di sentimenti è stato il motore che mi ha spinto per tutti gli anni seguenti ad approfondire gli studi sulla Natura sotto tutti i punti di vista: flora, fauna, geologia, ingegneria naturalistica e rapporto dell’uomo con la Natura.

Al Bioparco di Roma Marco Priori incontra Jane GoodallDurante gli anni di università ebbi anche l’occasione di incontrare la dottoressa Jane Goodall, la massima autorità scientifica sugli scimpanzé e tra le persone più influenti al mondo nell’ambito della conservazione della Natura. Dopo una sua conferenza al laghetto del Bioparco, discutemmo per qualche minuto sull’effettiva necessità di tenere animali nei giardini zoologici. Poi mi fece una domanda provocatoria (in Inglese): “tu perché vieni al Bioparco?” Rimasi qualche istante in silenzio e poi risposi: “oggi vengo per studiare, da piccolo ci venivo per sognare”.

Di certo gli animali nei Bioparco non potranno mai stare bene come loro cugini in Natura, per quanti sforzi possano fare le gestioni più attente, ma per far sì che migliaia di persone vengano sensibilizzate sull’importanza di conservare il patrimonio della biodiversità su questo meraviglioso pianeta non è sufficiente far vedere un filmato o un documentario in tv.

Incrociare lo sguardo di un felino o di un primate potrebbe far rinascere in qualcuno un profondo valore: il Rispetto per la Natura che purtroppo sta progressivamente scomparendo, soprattutto in chi dalla Natura vive lontano, nelle moderne città…